Colori oro e carati: come scegliere un gioiello

Dopo aver dato i consigli per imparare a distinguere un gioiello in oro da uno semplicemente dorato, direi che è arrivato il momento di capire meglio le caratteristiche dei diversi colori dell’oro e le varie carature che potete trovare in gioielleria.

Sapete cosa significa, per esempio, se un gioiello è in oro 9 carati invece che 18 carati? O perché l’oro può avere diversi colori?

Chiariamolo subito: il prezzo di un gioiello in oro dipende anche dalla tipologia di oro utilizzato, e adesso vediamo di chiarirci un po’ le idee.

I carati dell’oro

La prima grande distinzione tra i gioielli in oro riguarda il loro titolo, ossia la quantità di oro puro presente che viene espressa in percentuale (ossia in millesimi) e comunemente è definita caratura.

Il termine carato anticamente si riferiva ai semi del carrubo (keration in greco) che avendo tutti lo stesso peso venivano usati come unità di misura.

In arabo qirat significa ventiquattresima parte e, infatti, un carato (abbreviato con K o Kt) corrisponde a 1/24° parte per una unità di oro. Come mai vi chiederete? Nell’antichità per controllare la purezza dell’oro si usava la pietra di paragone –proveniente dalla Licia, l’attuale Turchia- per sfregare un oggetto: il colore che veniva fuori si confrontava con uno dei 24 di cui si sapeva la composizione e si determinava in questo modo il titolo. 

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L’oro puro è detto anche 24 carati proprio perché è oro al 99,99%. In gioielleria, però, l’oro 24 kt. non viene usato perché è molto morbido e l’oggetto rischia di deformarsi facilmente con l’uso.

La maggior parte dei gioielli in commercio è in oro 18 carati, in cui l’oro puro è presente al 75%. Per legge dovreste poter trovare impresso sul gioiello un piccolo marchio -visibile con la lente di ingrandimento- in cui c’è scritto 750 a dimostrazione del titolo. oltre alla sigla del produttore.

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Ormai si possono trovare in gioielleria carature anche basse di oro che (teoricamente) dovrebbero abbattere il costo dei gioielli visto che c’è una presenza inferiore di oro nella lega. 

Basta pensare ai gioielli in oro 14 carati (58,33% di oro), 12 carati (50% di oro), 10 carati (41,67% di oro), 9 carati (37,5%) e 8 carati (33,3%). 

La domanda nasce spontanea: ma se l’oro è solo una percentuale, il resto del gioiello da cosa è costituito?

La risposta è semplice: l’oro si può legare con altri metalli ed è proprio questa combinazione che influisce sul suo colore finale.  

Colori oro: giallo, bianco, rosa e rosso

In realtà il colore dell’oro puro in natura è giallo intenso, ma si possono trovare gioielli in diversi colori d’oro proprio perché gli altri metalli presenti nella lega contribuiscono a determinare il colore finale dell’oggetto. 

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L’ORO BIANCO, per esempio, deve il suo colore alla presenza nella lega dell’argento e del palladio che ne schiariscono l’originario colore giallo. Tra i metalli che “sbiancano” l’oro giallo può essere usato anche il nichel -che può far insorgere allergie ad alcuni- perché rende il metallo più resistente per gli anelli e le spille

Se avete notato il colore dell’oro bianco sembra lo stesso del platino perché al termine del processo manifatturiero si ricopre il gioiello con un sottile strato di rodio. Questo è anche il motivo per cui con l’uso -e l’usura del rodio- un oggetto in oro bianco può “ingiallire” facendo riemergere il colore naturale dell’oro. 

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L’ORO ROSA deve il suo colore all’uso del rame (20%) e dell’argento (5%) insieme all’oro puro (75%).

Quando la percentuale di rame è superiore (25%) allora l’ORO 18 carati diventa ROSSO.

Alcune curiosità prima di comprare gioielli in oro 

Come mi è già capitato di  scrivere a proposito delle 5 domande sui gioielli veri e falsi, un gioiello in oro riporta sempre una targatura (punzonatura) apposta dalla ditta produttrice che certifica il titolo dell’oro usato in millesimi. Dovrebbe essere una buona abitudine controllare questo marchio perché il titolo dell’oro non è uguale in tutti i Paesi.

In Italia si è sempre commercializzato l’oreficeria 18 carati (750 millesimi), ma come ho già detto ultimamente si stanno diffondendo titoli più bassi per fronteggiare gli alti costi dell’oro puro.

La cosa più importante, come sempre, è che il cliente sia correttamente informato su quello che sta acquistando. Farei, però, molta attenzione a quegli affaroni che qualcuno è convinto di poter fare quando va all’estero comprando gioielli in oro a prezzi più convenienti.

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Per vostra informazione, nei Paesi Arabi è molto usato l’oro 22 k. (916 millesimi). In Francia, Germania, Inghilterra e USA è diffuso, invece, l’oro 14 k. (585 millesimi) e nei Paesi più disagiati economicamente è usato l’oro 9 k. (375 millesimi). 

Questa mini guida, al pari delle altre che ho condiviso con voi, nasce dalla convinzione che prima di acquistare un gioiello è importante possedere qualche strumento tecnico di comprensione di questo meraviglioso e complesso mondo. Ma fate attenzione quando volete fare un acquisto prezioso e rivolgetevi sempre a un gioielliere di fiducia, così da avere la tranquillità di comprare effettivamente un gioiello che possieda le caratteristiche illustratevi.

Come disse Qualcuno veramente importante “la verità vi renderà liberi”, non credete?

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