Diamanti Gassan: il tesoro di Amsterdam

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Siete mai stati ad Amsterdam? No??  Ma è una delle città più belle che abbia mai visto! Va bene, vi perdono se promettete che ci andrete.

Per la cronaca, Amsterdam viene spesso pubblicizzata come la patria dei diamanti da più di 400 anni. E i diamanti Gassan sono tra gli eroi di questa patria. Chiariamolo subito: gli operatori del settore sanno che da oltre 500 anni è Anversa il vero e primo ombelico dell’industria e del commercio dei diamanti di tutto il mondo, coprendo il 60% dell’intero mercato.

Detto questo, pochi giorni fa sono stata nella Capitale olandese (senza parole una volta tanto!) e ho voluto vedere quello che mostrano ai turisti nei famosi tour dei diamanti. Ho scelto di visitare la fabbrica dei diamanti Gassan, ma senza la comitiva del bus rosso del Sightseeing: c’è un limite a tutto.

La fabbrica dei diamanti Gassan ad Amsterdam

Dal 1990 la fabbrica dei diamanti Gassan si trova nella zona industriale della città e i suoi monumentali 5.000 mq. si affacciano proprio sul canale di Amsterdam.

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L’attività di taglio e lucidatura dei diamanti fu fondata nel 1945 da Samuel Gassan, il quale decise già nel lontano 1955 di far entrare gruppi di turisti nella sua fabbrica per avvicinarli al mondo dei diamanti e offrirgli una consulenza specialistica per l’acquisto. Un gran commerciante Mr. Gassan!

Tanto abile da decidere di vendere i diamanti Gassan sia ai brand sia ai clienti finali. Detto tra noi, la gioielleria che hanno nella piazza principale di Amsterdam è davvero enorme e ci ho trovato praticamente tutti i marchi storici della gioielleria (Cartier, Chopard, Pasquale Bruni, Longines, ecc.) e anche i brand più giovani (Gucci, Pandora, Montblanc, ecc.).

Entrata nella fabbrica mi hanno chiesto di attendere l’assegnazione della guida, ce n’è una per ogni lingua. O quasi, visto che l’italiano non era contemplato (che novità, eh?). A guidare il folto gruppo multietnico di turisti una ragazza alta, bionda e pure russa che parlava in inglese.

Prima tappa. Tagliare e lucidare il diamante

Entrati nella stanza del taglio e lucidatura del diamante, la bella figheira dopo averci mostrato la mappa delle miniere di diamanti, ci spiega che per arrivare al brillante montato si parte dal diamante grezzo, mostrandocene un facsimile (finto ovviamente, nel caso in cui ve lo stesse chiedendo).

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Vedo sguardi rapiti che pendono dalle labbra della guida e ne approfitto per guardare gli antichi strumenti del mestiere e concentrarmi sulla parte più interessante: i tagliatori.

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Dietro i loro banconi, armati di lente di ingrandimento e lame rotanti, stanno creando le sfaccettature che compongono il taglio dei diamanti Gassan. Un lavoro importate e delicato, di estrema precisione.

Seconda tappa. Incassare i diamanti

Nella stanza dell’incassatura i diamanti Gassan vengono montati da altri operai, ma la guida non si sofferma a dare spiegazioni particolari. Capirò poi perché.

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Terza tappa. I gioielli con diamanti Gassan

La bella bionda dà la possibilità a chi vuole di accomodarsi con lei in una sala per alcune informazioni ulteriori. Indovinate? Io mi accomodo, mi sembra ovvio. Con me entrano poche altre persone, il che innervosisce un po’ la russa. Anche qui capirò poi perchè.

Dopo una rapida spiegazione sulle caratteristiche dei diamanti, la bella bionda ci racconta del loro pezzo più celebre: il diamante Gassan 121.

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E’ un taglio che Gassan ha brevettato per aumentare la brillantezza della pietra attraverso 121 sfaccettature al posto delle classiche 57. A brillare brilla, non si può negare!

Osservo lo sguardo curioso dei turisti mentre la russa ci mostra alcuni diamanti Gassan sciolti di diversi tagli e carature: deve essere la prima volta che li vedono così. Essendo pietre non montate, quando sono di carature piccole colpiscono meno e quindi la mia attenzione è stata stuzzicata dal diamante di 1 carato taglio Gassan 121. Il prezzo mi ha comportato un momentaneo stato di shock: 17.000 euro. Complimenti!

Ecco arrivare il rullo di tamburi: la figheira ripone i diamanti Gassan e comincia a far girare espositori di anelli fantasia in oro con brillanti e orologi, tutto made by Gassan. Ebbene sì: era ufficialmente aperto l’angolo commerciale del tour.

A ben guardare i gioielli di Gassan riproducono modelli e disegni usati nella gioielleria da tanti anni, linee abbastanza pulite e classiche ma senza alcun guizzo personale rispetto a quello che è già possibile trovare sul mercato.

Eppure i turisti continuavano ad essere ancora molto incuriositi, sebbene di spendere 100 euro -tantomeno diverse migliaia- sembrava proprio non ne volessero sentire parlare. La bella russa cerca di insistere ancora un po’, sperando che la sua commissione non sia ancora del tutto persa, ma niente, non un ragno dal buco. Ci saluta con quello che sembra più un ghigno che un sorriso e noi ci avviamo verso l’uscita.

Che poi uscita non è, perchè si passa nella sala della gioielleria dove è possibile acquistare anche creazioni di altri brand oltre che di Gassan.

Ed è qui che gli anelli di Debora Leeser attirano la mia attenzione. Ma questo ve lo racconterò nella prossima puntata. Se fate i bravi, si intende.

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4 Comments

  • giorgia scrive:

    Non mi dire che poi vi dona un piccolo ricordo? Un diamante per tutti! Piccolo, si intende!

    Io ho una proposta da farti: l’unica lingua non usata era l’italiano, giusto? Ma solo perchè nessuno lo vuole imparare, non perchè gli italiani non siano dei buoni turisti. Perciò, considerate le competenze, la tenacia e la bella presenza, potresti proporti come guida nella sacra madre lingua italica, e vedere se con le commissioni e le mance, non ci fai un bello stipendio. Se la cosa funziona, trasferimento di massa e non se ne parla più!

    • Molù scrive:

      My darling, nessuna anticipazione nonostante la tua forte motivazione e la fervida immaginazione! Ad onor del vero, più che guida con ombrellino e seguito mi vedo come modella-testimonial del mondo dei diamanti. Ma non preoccuparti, continuerei a tenervi aggiornati sul mondo della gioielleria 😉

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