Gioielli Bulgari: l’evento vip in Via Condotti

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E finalmente i gioielli Bulgari sono tornati a Via Condotti n.10, non se ne poteva più di vederli esposti nelle vetrine del suo negozio di accessori poco più avanti. Anche se a guardare bene i prezzi le differenze non erano poi così marcate, ma questa è un’altra storia.

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Ora, della re-inaugurazione della boutique di gioielli Bulgari per il suo 130° anniversario ne avrete già sentito parlare, ma molti di voi mi hanno chiesto di raccontare la mia versione del mega evento organizzato il 20 marzo. Chiudete la porta e avvicinate la sedia allo schermo, senza trascinarla possibilmente. Se siete in un mezzo pubblico, giratevi di scatto verso i vostri vicini: niente di meglio per farli desistere dallo sbirciare sul vostro cellulare. Perfetto,  posso parlare liberamente adesso.

Il fondatore Sotirios Voulgaris

Direi che possiamo cominciare dall’insegna Bulgari: lo sapete che è un cognome italianizzato, sì?! Il fondatore dell’azienda si chiamava Sotirios Voulgaris, un argentiere greco che da un piccolo villaggio armeno dell’Epiro si trasferì a Napoli nel 1881. Dopo 3 anni, il ventisettenne greco arrivò a Roma sperando di far apprezzare le sue creazioni in argento. Effettivamente piacquero e nel 1905 Sotirios trasferì la sua bottega in Via Condotti n.10.

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E siccome era uno che ci vedeva lungo, capì che non poteva rimanere a fare argenti: doveva lanciarsi nella gioielleria ispirandosi alla tradizione orafa francese.

L’ispirazione dei gioielli Bulgari

Dalla scomparsa di Sotirios nel 1932 si sono succedute altre 2 generazioni in casa Bulgari e tante cose sono cambiate da allora. Prendete l’ispirazione creativa: non è più quella francese, ma quella  del classicismo greco-romano, del Rinascimento italiano e della scuola orafa romana del XIX secolo. E poi c’è stato il grande boom negli anni ’50-’60, complice l’apertura degli studios di Cinecittà e il via vai di star del cinema nella Capitale.

La boutique Bulgari di Via Condotti n.10

E la boutique di Via Condotti n.10? Anche lei non è più quella dei tempi di Sotirios! Era già stata ingrandita alla sua morte dai figli Giorgio e Costantino e adesso con questa riapertura è stato modernizzata dall’archistar Peter Marino.

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L’eccentrico architetto, che ha già rifatto il look di Chanel e Louis Vuitton, ha restaurato il travertino delle lastre di pietra del negozio, le cornici in marmo africano verdi e le lettere di bronzo sopra le porte d’ingresso, riservando una galleria all’alta gioielleria e una alla sposa con creazioni di diamanti (quanto romanticismo!). 

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La grande sorpresa è al secondo piano dove è stato allestito la Domus Bulgari, un piccolo museo con la storica collezione Bulgari, tra cui il famoso collier di diamanti e smeraldi di Liz Taylor… no comment!

La testimonial Carla Bruni

Ma torniamo alla serata di inaugurazione: ospite d’onore madame Carla Bruni-Sarkozy, testimonial della maison e madrina del taglio del nastro insieme al sorridente Sindaco Ignazio Marino. Per l’occasione la bella Carlà indossava un look total black molto semplice ed elegante: tailler probabilmente taglia 36, camicetta e tacco nero.

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Gli unici due elementi di luce erano la clutch rosa con chiusura gioiello di Bulgari e un fantastico collier di diamanti a forma di serpente che vale più di 7 milioni di euro: 60 carati più 12 carati il pendente.

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L’ex premiere dame di Francia ha candidamente dichiarato “Parigi è stupenda, ma Roma è magica”. Carlà Carlà, meno male che c’era una folla indicibile di gente dietro le transenne di Via Condotti chiusa al traffico, pensa se un laziale nella confusione avesse pensato che stessi parlando della “magica”! Per fortuna siamo italiani e ci accontentiamo di poco quando abbiamo di fronte una modella (anche se ex). Va bene tutto Carlà, basta che non prendi la chitarra e cominci a cantare però.

Gli invitati all’evento

Dobbiamo ammetterlo, Bulgari ha fatto le cose in grande e tra champagne e flash di fotografi sul tappeto nero -altro che red carpet– ha fatto sfilare vip nostrani e internazionali: Isabella Ferrari, Adrien Brody, la modella e attrice taiwanese Shu Qi, Valeria Golino e Riccardo Scamarcio, Nathalie Rapti Gomez, Clotilde Courau (dove avrà lasciato Emanuele?), Francesco Scianna, Anita Caprioli e Carolina Crescentini.

Il party di Bulgari

E mentre nella boutique ci si metteva in posa per una bella foto-vip con i gioielli Bulgari indossati per l’occasione, sulla celebre scalinata di Trinità dei Monti venivano proiettate enormi immagini di collier, diamanti e pietre preziose al ritmo di jazz.

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Il party si è poi spostato a Palazzo Nunez Torlonia dove tra saloni seicenteschi, tavoli damascati e grandi candelabri rigorosamente in argento, era prevista una chic-dinner in stile barocco, una sfilata di gioielli e l’immancabile djset.

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Dite che Bulgari volesse ricreare l’allure della Dolce Vita? Che tempi quelli, Richard Burton disse “I introduced Liz to beer and she introduced me to Bulgari”, proprio lui che regalò alla Taylor un gioiello Bulgari con smeraldo di 18 carati contornato da brillanti!

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E passarono da Via Condotti n.10 Marlene Dietrich, Clark Gable, Gary Cooper, Audrey Hepburn, Sofia Loren, Romy Schneider, Gina Lollobrigida e tanti altri. Quelli sì che erano tempi prosperi!

Bulgari e la sua nuova cittadinanza francese

Ma si sa, i tempi cambiano, e nel 2011 il marchio Bulgari viene acquistato dalla grande holding francese del lusso LVMH. E sono proprio i francesi di LVMH ad aver deciso di donare 1,5 milioni di euro a Roma per il restuaro conservativo della scalinata di Trinità dei Monti, la stessa dove cominciò 130 anni fa Sotirios con 18 centesimi in tasca. E poi dicono che i francesi non amano gli italiani!

Arrivati a questo punto ve lo devo proprio chiedere: secondo voi Carlà “rappresenta la bellezza, il fascino e lo stile italiano”? Perché ve lo chiedo? Jean-Christophe Babin, A.D. di Bulgari, l’ha dichiarato ufficialmente proprio per spiegare la scelta di Madame Sarkozy come testimonial della maison.

Detto tra noi, a me non sembra di vedere tante Carlà in giro per l’Italia. Beh, escluso il periodo della Fashion Week di Milano si intende, ma quella non fa testo, non credete?

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2 Comments

  • Gio Vanni ha detto:

    Hai perfettamente ragione, il fascino della Carlà non mi pare proprio consono a quello tipico italico, ad istinto ho una certa predilezione a individuare la nazionalità di donne fascinose, e per la bella Carlà (evidenzio bella) gli occhi chiari di quel colore, il nasino affilato che sovrasta il mento “a punta”, non mi pare proprio assimilabile.
    Complimenti per la chiara ed esaudiente esposizione dell’articolo.

    • Molù ha detto:

      Carissimo Gio Vanni, come direbbe Carlà: touchè! La bella Madame Sarkozy pare che già diversi anni fa abbia dichiarato di essere felice di non essere più italiana (ma era per polemizzare con un noto politico che non citerò, anche se famoso alle cronache internazionali…). Detto questo, merci pour les compliments!

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