Orologi Cartier, una favola di gran classe

orologi cartier

Chiusi gli ombrelloni, riposti i costumi nel cassetto e aspettando l’autunno, non c’è nulla di meglio che programmare il prossimo viaggio. Una meta da scegliere? Non ho dubbi: Parigi, anche se ci siete già stati.

E se non ne siete convinti, oggi vi racconto una bella favola ambientata in Francia, la storia degli orologi Cartier.

La storia degli orologi Cartier

Cartier non è solo un mito di tradizione, innovazione e bellezza. Ebbene no, è anche uno dei rari casi in cui una maison che era nata per creare gioielli, si è inoltrata nel settore dell’orologeria mantenendo fede ai canoni estetici di buon gusto, preziosità ed evoluzione tecnica del prodotto. Risultato non da poco e non da tutti, se ci pensate bene.

Direi anche che è un motivo in più per andare ad ammirare le vetrine parigine della sua boutique in Rue de la Paix, dove Cartier si trasferì nel 1899. Lo confesso, io non ho resistito alla tentazione. Ma andiamo con ordine.

orologi cartier Rue de la Paix parigi

C’era una volta nel 1847 Louis Francoise Cartier, fondatore del marchio di gioielli, il quale nel 1874 rilevò dal maestro Adeph Picard un laboratorio di orologeria. Per molti decenni produsse perlopiù pezzi unici acquistati dai membri delle case reali, della nobiltà e della nascente alta borghesia, quasi sempre impreziositi da diamanti. Ma capitava anche che Cartier acquistasse gli orologi da laboratori esterni per poi decorarli con pietre, creando originali disegni.

Cartier è sempre stato un grande ricercatore di soluzioni e di design e così nel 1909 brevettò la chiusura pieghevole per gli orologi Cartier da polso.

orologi cartier chiusura deployante da polso

I famosi orologi Cartier

Nel 1904 realizzò per l’amico Santos Dumont, ricco brasiliano con la passione per l’aviazione, un orologio da polso che porterà il suo nome e che dal 1911 diventò un modello di punta della collezione di orologi Cartier chiamata, appunto, Santos.

orologi cartier santos dumont

Il 1917 è l’anno del Tank, la cui linea si ispira al disegno dei cingoli dei carri armati della grande guerra. E’ del 1932 il modello Tank Basculante, mentre nel 1933 viene brevettato il famoso modello Vendome, con anse mobili ed attacco centrale. Degno di memoria anche il modello Tank Asymetrique del 1936.

orologi cartier tank basculante orologi cartier tank asymetrique

Ma non è finita qui. Negli Anni ’30 Cartier realizza per il Pascià di Marrakesh, che non voleva togliersi l’orologio in piscina, un sistema di bloccaggio che rende la cassa impermeabile. Nacque così la collezione di orologi Cartier Pasha.

orologi cartier pasha

Arriviamo ad una data importante: nel 1972 un gruppo di investitori guidati da Joseph Kanoui acquista la Cartier di Parigi e 2 anni dopo la Cartier Londra. È un punto di svolta epocale per la maison che con la collezione di orologi Cartier in vermeil “les must de Cartier, inizia una produzione in larga scala a livello mondiale e viene creata una rete di concessionari esclusivi. A questo va aggiunta la contemporanea apertura di negozi diretti nelle più importanti località del mondo. Risultato? Impressionanti incrementi di fatturato e incredibile visibilità del marchio.

orologi cartier must de cartier

Credetemi se vi dico che tanti sarebbero i modelli da citare, spesso con prezzi stellari tra i 50.000 e i 200.000 euro, ci vorrebbe un post per ognuno di loro. So già che la mia amica Nik ne sarebbe contenta!

Ma per il momento vi segnalo il Ballon Bleu Moyen, un orologio che sintetizza armonia, sobrietà ed eleganza. Sublime! La misura è unisex (diametro 36,5 mm.), la cassa bombata ha un gusto un po’ retrò ma al punto giusto, il quadrante è classico ma ricercato. Per non parlare della corona: è un motivo prezioso di ornamento, allocata in modo diverso dal solito e con un cabochon di zaffiro che da all’orologio un tocco originale ed unico.

orologi cartier ballon bleu automatico uomo

In tempi di oculatezza delle scelte e di precarietà su tutti i fronti,  si tratta di un orologio for everalmeno quello!

Non c’è niente da fare, il mondo degli orologi ha sempre un fascino indecifrabile, un incanto magico di meccanismi da scoprire. E se si ha voglia di sognare, magari si riesce a scorgere in qualche angolo di Parigi Hugo Cabret alle prese con un orologio, e non solo.

Tempo di lettura: 3 minuti
© TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *