New trend: creazioni con resina, argento e pietre

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Devo ammetterlo, fino a qualche anno fa la resina per me era solo quella sostanza appiccicosa prodotta dagli alberi: una conoscenza stroncata sul nascere nei primi anni dell’infanzia.

Poi ho conosciuto Raffaele Centin, interior-designer, mago della resina nell’arredamento d’interni e ho scoperto un mondo.

Ma non è finita qui. Un paio di anni fa ero nel padiglione delle nuove tendenze della Fiera Vicenza Oro quando la mia attenzione è stata catturata da alcune creazioni realizzate con una particolare pasta. Indovinate cosa era? Resina appunto, abbinata ad argento e pietre.

Da allora ho continuato a seguire con interesse questo nuovo trend aspettando l’occasione giusta per parlarvene. Una chiacchierata davanti ad un tramonto sul mare con la mitica fashion-designer Meryrossa e la missione esplorativa della resina è finita sulla mia agenda.

Il nuovo trend della resina

Prima di continuare, però, devo farvi una domanda: siete una brand-victim? Se sì, devo dirvi 2 cose importanti.

La prima è che dovete stare tranquille: per ogni malattia esiste una cura, anche per la vostra!

La seconda è che le aziende che introducono nuovi trend come quello della resina sono spesso giovani, raramente pubblicizzano i loro prodotti e hanno siti poco strutturati. Oltre a uffici comunicazione fantasmi, ma questa è un’altra storia.

Le creazioni in resina di Estrosia

Quella che vi voglio raccontare, invece, riguarda una linea che mi ha incuriosito: Estrosia. Lo so, il nome non vi dice nulla (io vi avevo avvisati!) e il sito compensa ben poco. Così è cominciata la mia avventura.

Per riuscire a capire dove poter vedere le creazioni di Estrosia ho dovuto chiamare direttamente l’azienda a Milano, per poi dover contattare l’agente di zona, il quale mi ha indicato gli store di riferimento. E fin qui già serve molta motivazione e perseveranza.

Il negozio in questione non è una gioielleria, in barba a chi ritiene che qualunque oggetto che abbia una componente in argento debba essere considerato di default un gioiello. Concordo, il significato di questo termine è troppo spesso abusato. Chiamiamole creazioni, senza far torto a designer e artigiani, non è una brutta parola sul dizionario di italiano.

Dopo aver studiato la vetrina del negozio, entro per chiedere alcune informazioni, tacendo come sempre che sono una blogger di gioielli. È importante capire quali dati vengano forniti ad un qualunque cliente che potrebbe, per esempio, non capirne molto di pietre e metalli preziosi. Figuriamoci di un nuovo trend sconosciuto anche a molti addetti del settore!

La titolare è molto gentile e disponibile, mi mostra orecchini, bracciali, anelli e collane, delegando ai cartellini la memoria delle numerose pietre montate. Tutte naturali, ci tiene a sottolinearmi.

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Gli orecchini sono carini, con un design semplice a goccia e una bella scelta cromatica delle pietre montate. I prezzi? Da poco meno di 100 euro a circa 200.

Gli anelli, invece, sono molto più particolari, con linee originali e molto grandi, ma poco adatti a chi ha le dita piccole. Sono modelli decisamente fuori dall’ordinario, che esprimono una certa personalità, ma anche un certo peso da portare al dito! Qui i prezzi vanno da meno di 200 euro a quasi 400.

Le collane possono arrivare a costare anche 600 euro, con una netta prevalenza delle pietre sull’argento, che fa un timido atto di presenza. Un prezzo un po’ caruccio, degno di una gioielleria.

Chiariamoci: pur essendo creazioni in argento, a parte che negli anelli, Estrosia ne fa un uso molto parco. Ciò rende difficile comprendere fino in fondo la ragione di alcuni prezzi, anche volendo riconoscere un certo valore all’arte artigiana.

In ogni caso, l’elemento più innovativo di Estrosia è l’accostamento delle pietre alla particolare lavorazione, che crea quasi un’incastonatura. La titolare mi riferisce che questa particolare manifattura è realizzata con pasta di oro. Infatti brilla, aggiunge.

Qui c’è qualcosa che non mi torna, esco dal negozio con un nuovo obiettivo: approfondire la questione.

Il mistero della pasta di resina

Non essendoci un ufficio comunicazione, né un ufficio stile o un catalogo, chiamo di nuovo la sede centrale di Estrosia per avere maggiori dettagli, questa volta specificando che ho un blog di gioielli.

La signora dall’altra parte della cornetta mi riporta sulla retta via: nessuna pasta d’oro, quella utilizzata è resina, resa brillante attraverso l’uso del glitter. E non sono utilizzate solo pietre naturali, ma anche pietre sintetiche, è tutto scritto sui cartellini.

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Perfetto: la titolare del negozio ha incassato due goal e guadagna mestamente la panchina.

La signora aldilà del filo mi dice che in ogni caso la differenza tra pietre naturali e sintetiche è facile da cogliere per chi se ne intende. Certo, peccato che chi compra si affida per lo più a quello che viene detto dal venditore. Un sonoro autogol che restituisce il sorriso alla titolare del negozio.

Chiedo se è possibile avere un catalogo con i loro modelli. Niente da fare. Almeno un elenco delle pietre che utilizzano, mi permetto di insistere. La signora, come colta da una zanzara in pieno sonno, mi chiede come mai le faccia tutte quelle domande. Le ricordo del blog… di gioielli… all’inizio della telefonata…  Sento il suono dell’encefalogramma piatto.

Chiudo la telefonata scusandomi per il disturbo, come una bambina guardata di sbieco mentre dice una brutta parola. Mi assale un istinto irrefrenabile: vado su internet e cerco la parola blog… 7.690.000.000 risultati!

Meno male, è sempre il 2013, non sono sola e ringrazio la madre rete. Ma soprattutto non è finita qui.

Tempo di lettura: 4 minuti
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6 Comments

  • Elettra ha detto:

    …leggere il tuo articolo ha smorzato tutto il mio interesse verso queste bellissime creazioni.ma dico io…come si fa ad essere così incompetenti e farlocchi, nel caso della negoziante, e impreparati nel caso dell’azienda?!mah.

    • Molù ha detto:

      Succede cara Elettra, e non di rado… Per quanto riguarda i negozianti, come ho detto nel mio post, non è detto che chi compra abbia competenze tali da potersi accorgere dell’incompetenza o della incompletezza delle informazioni che vengono fornite in negozio, e giustamente prende per buono tutto quello che gli viene detto. Nel caso delle aziende, invece, di solito si prevedono figure professionali deputate a curare i contatti con l’esterno, e la comunicazione. Ma in aziende emergenti, magari “giovani”, non sempre si ha questa lungimiranza e si “spacca il centesimo”… salvo poi pagarne il prezzo!

  • Mariagrazia ha detto:

    Forte monica
    e un ti sfugge nulla!! Come direbbero in toscana!
    Grazie per aver caparbiamente insistito nella ricerca di informazioni su questa linea di creazioni.
    Devo dire che l’idea della resina usata come incastonatura è molto originale!
    Meryrossa

  • Giorgia ha detto:

    Bellina l’idea della resina, concordo! Per quanto riguarda l’area comunicazione-ufficio stampa, senti a me: la povera signora era di un’altra area aziendale, “prestata” momentanenamente ad un altro ruolo perchè non possono assumere! Oppure, ancor più probabile, l’ennesima stagista. Ormai le aziende ragionano così, lo sappiamo, e questo è il loro ritorno. Peccato, stavo proprio uscendo a comprarmi una dozzina di collane di resina 🙂

  • Nunzia ha detto:

    Ciao,
    Grazie per aver fatto chiarezza! 🙂
    Mi sono sempre chiesta che materiale fosse quello utilizzato da Estrosia, e chiedendo nei punti vendita mi hanno sempre risposto che si tratava di pasta d’oro oppure d’argento!
    Sai mica se questa resina glitterata si trova in commercio?
    Grazie
    Nunzia

    • molu ha detto:

      Grazie Nunzia, é un duro mestiere ma qualcuno doveva pur farlo! 😉
      Credo che la resina che usa Estrosia sia in commercio, non penso che giochino all’Allegro Chimico… anche perchè non sono gli unici ad usare questo materiale!
      Alla prossima

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