Rubinia: creazioni con resina e pietre

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Ricordate quello che ho detto sul nuovo trend di usare la resina per creare gioielli? Allora mettetevi comodi perché ho una storia interessante da raccontarvi.

Le mie ricerche mi avevano condotto al brand di cui vi ho parlato, ma all’epoca non vi avevo detto tutto. Il design delle creazioni di Estrosia mi sembrava familiare, ma dove l’avevo già visto? E soprattutto: cosa mi ricordava?

Rubinia e il design made in Milan

Scartabellando tra le mie carte, smanettando su internet e selezionando i byte che occupo con informazioni inutili, la mia memoria ha dato segni di vita.  Qualche anno fa avevo notato una ditta milanese alla Fiera di settore a Vicenza che utilizzava la resina: Rubinia. Perfetto, per il momento non ho ancora bisogno di una cura massiccia di fosforo!

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A questo punto non resta che rispondere ad una domanda: chi ha avuto prima l’idea di usare la resina per creare gioielli, Estrosia o Rubinia?

L’occasione per cercare la risposta mi viene offerta su un piatto d’argento: Rubinia mi invita all’evento organizzato presso un loro corner romano per presentare le ultime collezioni. Perfetto Dr. Watson, penso.

Ad attendermi, non solo la proprietaria della piccola boutique pariolina, ma anche Roberto Ricci, titolare-mente-braccio-gamba di Rubinia.

Mentre vengono offerti bicchieri di spumante per accompagnare gustosi panini ripieni e cornetti salati, penso alle micro-tartine di Dior della settimana scorsa. Intorno a me nessuna taglia 38, ma solo donne dai seni (naturalmente) generosi quanto le loro silhouette: ebbene sì, ne esistono ancora e anche ai Parioli!

La collezione Secondo Natura di Rubinia

Osservando il campionario, la più interessante è la collezione Secondo Natura, creazioni in argento e in oro 9 kt con pietre e resina. Il design vuole ricordare quello della gioielleria e, sebbene le pietre usate non siano quelle preziose, c’è una certa attenzione a tagliarle in modo tale da esprimerne al massimo le potenzialità. La resina consente, poi, di creare motivi che cercano di dare la sensazione del lusso, dell’eleganza, della ricercatezza.

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Il risultato finale è adatto a chi ama i giochi di colore creati con le pietre e vuole indossare un accessorio dalla linea un po’ particolare e decisamente appariscente in diversi modelli.

Sia chiaro, come dice anche Roberto Ricci, non siamo di fronte a gioielli nel senso tradizionale del termine, sia perché i materiali non sono quelli preziosi della gioielleria sia perché l’obiettivo è di offrire un prodotto dai prezzi contenuti.

Gli anelli sono le creazioni più interessanti insieme ad alcuni orecchini, mentre la predominanza assoluta di colore nelle collane rende irrilevanti i particolari in resina, allontanando la creazione ancora più dal concetto di gioiello.

A quanto mi è stato raccontato, Rubinia ha strutturato le sue prime collezioni una decina di anni fa dopo aver condotto una ricerca universitaria dalla quale è emerso che quello che si vuole da un gioiello è unicità, artigianalità e prezzo contenuto. E’ nata, così, l’idea di mutuare alcuni concetti dalla gioielleria utilizzando materiali più economici per realizzare un gioiello che costasse meno di 200 euro.

Un’impresa difficile effettivamente, ma Rubinia ha voluto provarci. Il risultato? Gli anelli e gli orecchini arrivano a costare intorno ai 400 euro, mentre per le collane si superano ampiamente i 500 euro senza molta difficoltà. Che dire, i 200 euro sono un lontano ricordo.

Rubinia o Estrosia? Il mistero si infittisce

Mentre il Sig. Ricci mi parla con trasporto dei suoi viaggi intorno al mondo per cercare pietre da tagliare, dell’attenzione che ripongono nella manifattura, dei nuovi mercati stranieri nei quali stanno per sbarcare, dell’importanza che danno a questi eventi per spiegare loro direttamente ai clienti i loro prodotti, Watson mi ricordava perché ero lì.

Ok, il prosciutto dei panini era dolce come piace a me, i panini morbidissimi, i cornettini freschissimi, lo spumante di mio gradimento, il sig. Ricci gentile e disponibile. Ma, bando alle ciance, chi è venuta prima, Estrosia o Rubinia?

E’ incredibile come una domanda possa aprire scenari imprevisti: pare che i due brand siano finiti davanti ad un giudice. E già. Pare, infatti, che una delle dipendenti del Sig. Ricci abbia deciso di mettersi in proprio con il marito, altro che “impara l’arte e mettila da parte”. E pare anche che il giudice abbia dato ragione a Rubinia. Pare, perchè io la sentenza non l’ho letta, ma il muscolo mandibolare teso del Sig. Ricci l’ho riconosciuto.

Allora queste cose succedono anche a Milano?? Sono queste le occasioni in cui dimostriamo di essere tutti parte di uno stesso Paese!

Saluto il buon Sig. Ricci, la sua impresa che sta crescendo nonostante tutto, il suo ottimismo futurista e le sue pietre mai gemelle.

Volgo un ultimo sguardo alla boutique e penso che anche il tradizionale concetto di gioielleria si sta “allargando”, un po’ come una maglia che si sta slabbrando.

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Ad attendermi fuori una bella sorpresa: Roma completamente bloccata per una manifestazione al centro, la madre delle iatture capitoline! Mentre mi rassegno ad impiegarci un tempo indefinito (e infinito) per tornare a casa, mi torna in mente quello che dice Enrico Brignano sui disagi a Roma. Dovranno passare diverse ore prima di riuscire a riderne di nuovo!

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